Ci sono giorni in cui ogni cosa che vedo mi sembra carica di significati: messaggi che mi sarebbe difficile comunicare ad altri, definire, tradurre in parole, ma che appunto perciò mi si presentano come decisivi. Sono annunci o presagi che riguardano me e il mondo insieme: e di me non gli avvenimenti esteriori dell’esistenza ma ciò che accade dentro, nel fondo; e del mondo non qualche fatto particolare ma il modo d’essere generale di tutto. Comprenderete dunque la mia difficoltà a parlarne, se non per accenni.
– Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore (via luomocheleggevailibri) Via L'uomo che guardava, leggeva e viveva i libri...Covers of three European-language translations of books by Italo Calvino: Der geteilte Visconte (German, 1957: The Cloven Viscount); Klatrebaronen (Norwegian, 1959: The Baron in the Trees); A Hold-Leányok (Hungarian, 1978: The Daughters of the Moon [Cosmicomics?])
Via cm notebook
E lei: Tu credi che l’amore sia dedizione assoluta, rinuncia di sé
Era lì sul prato, bella come mai, e la freddezza che induriva appena i suoi lineamenti e l’altero portamento della persona sarebbe bastato un niente a scioglierli, e riaverla tra le braccia… Poteva dire qualcosa, Cosimo, una qualsiasi cosa per venirle incontro, poteva dirle: “Dimmi che cosa vuoi che faccia, sono pronto.” e sarebbe stata di nuovo felicità per lui, la felicità insieme senza ombre. Invece disse: “Non ci può essere amore se non si è sé stessi con tutte le proprie forze.
There are people who change so much they become unrecognizable, and other people who feel they are the same selves as before. It must be a sign that they were prepared in advance for the times. Is that the case?
– If On A Winter’s Night A Traveller, Italo Calvino, page 84 (via thworldismine) Via This World is MineIo vorrei portare in città le fragole del bosco, ma non in un cesto: vorrei che fossero le fragole a muoversi, come un esercito al mio comando, che marciassero sulle proprie radici fino alle porte della città. Vorrei che i rovi carichi di more s’arrampicassero su per le mura, vorrei che il rosmarino e la salvia e il basilico e la mentuccia invadessero le vie e le piazze. Qui nella foresta la vegetazione soffoca da quant’è fitta, mentre la città resta chiusa e irraggiungibile come un’arida urna di pietra.
–Italo Calvino - La foresta-radice-labirinto.
(via sysyphe)
(Fonte: die-bitteren-tranen)
Via I pomeriggi di maggio non torneranno piùRings, inspired by ‘Six Memos for the Next Millennium’ by Italo Calvino
Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto
– Italo Calvino
[…] Un libro (io credo) è qualcosa con un principio e una fine (anche se non è un romanzo in senso stretto), è uno spazio in cui il lettore deve entrare, girare, magari perdersi, ma a un certo punto deve trovare un’uscita, o magari parecchie uscite, la possibilità d’aprirsi una strada per venirne fuori.
Continua instancabile il mio progetto di leggere tutte le opere pubblicate da Italo Calvino, il mio scrittore preferito (o meglio, passione insana ormai risaputissima), e dal momento che comprare libri è il modo che più preferisco per festeggiare un difficile esame superato, perché non cogliere la festosa occasione per proseguire nell’impresa? A questo giro è toccato a Le Cosmicomiche, la raccolta di racconti fantascientifici che definire fantasiosa e surreale è dir poco; la lucida intelligenza - come la definisce Montale - dello scrittore e la sua infinita immaginazione danno vita a queste storie di velluto che attraversano l’Universo e le sue fasi ancestrali, dandoci l’esclusiva possibilità di vivere con il protagonista Qfwfq, un’entità perenne e senza forma, un’esclusiva e divertente avventura panica. Meraviglioso è il racconto Senza colori e l’ultimo, La spirale, vorticoso e poetico.
Cinque ciliegie.
