Per un istante mi sembra di capire quale dev’essere stato il senso e il fascino d’una vocazione ormai inconcepibile: quella del copista. Il copista viveva contemporaneamente in due dimensioni temporali, quella della lettura e quella della scrittura; poteva scrivere senza l’angoscia del vuoto che s’apre davanti alla penna; leggere senza l’angoscia che il proprio atto non si concreti in alcun oggetto materiale.
– Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore (via bulkington) Via Quasi (ma non proprio)
15 note
Postato il Mercoledi Novembre 23rd
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troppocerebrale ha rebloggato questo post da italocalvinoblog e ha aggiunto:
Ricordo di aver conosciuto questa frase molto prima di aver letto il libro, me la disse mia madre con parole sue. A...
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ilgiocodimuffin ha rebloggato questo post da bulkington
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goldenirene ha detto:
L’ho sempre voluto leggere, e ogni volta qualche altro libro si prende la precedenza. Ma lo comprerò prima o poi!
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postato da bulkington