Italo Calvino Blog

Io ero innamorato di lei e lei di me,
Cosa si poteva desiderare di più dalla vita?

– Italo Calvino, Le cosmicomiche (1963)
tratto dal racconto “La spirale”


leciliegieparlano:

Continua instancabile il mio progetto di leggere tutte le opere pubblicate da Italo Calvino, il mio scrittore preferito (o meglio, passione insana ormai risaputissima), e dal momento che comprare libri è il modo che più preferisco per festeggiare un difficile esame superato, perché non cogliere la festosa occasione per proseguire nell’impresa? A questo giro è toccato a Le Cosmicomiche, la raccolta di racconti fantascientifici che definire fantasiosa e surreale è dir poco; la lucida intelligenza - come la definisce Montale - dello scrittore e la sua infinita immaginazione danno vita a queste storie di velluto che attraversano l’Universo e le sue fasi ancestrali, dandoci l’esclusiva possibilità di vivere con il protagonista Qfwfq, un’entità perenne e senza forma, un’esclusiva e divertente avventura panica. Meraviglioso è il racconto Senza colori e l’ultimo, La spirale, vorticoso e poetico.

Cinque ciliegie.


Ritornò il buio. Credevamo ormai che tutto ciò che poteva accadere fosse accaduto, e “Ora sì che è la fine” - disse la nonna, “date retta ai vecchi…” Invece la Terra aveva appena dato uno dei suoi soliti giri. Era la notte. Tutto stava solo cominciando.

– Italo Calvino - Le cosmicomiche (1963) - Tratto dal racconto “Sul far del giorno”
Full page and spot illustrations for Italo Calvino’s Cosmicomics, unpublished, 2009

http://www.shannon-may.com/

Full page and spot illustrations for Italo Calvino’s Cosmicomics, unpublished, 2009

http://www.shannon-may.com/


Full page and spot illustrations for Italo Calvino’s Cosmicomics, unpublished, 2009

http://www.shannon-may.com/

Full page and spot illustrations for Italo Calvino’s Cosmicomics, unpublished, 2009

http://www.shannon-may.com/


Le nostre distanze un po’ s’accorciavano un po’ s’allungavano ma ormai era chiaro che l’uno non avrebbe mai raggiunto l’altro né mai l’altro l’uno. Di giocare a rincorrerci avevamo perso ogni gusto, e del resto non eravamo più bambini, ma ormai non ci restava altro da fare.

– Italo Calvino - Le cosmicomiche - Tratto dal racconto “Giochi senza fine” (Oscar Mondadori)

Non la ritrovai né quella notte né durante i giorni e le notti che seguirono. Intorno, il mondo sciorinava colori sempre nuovi, nuvole rosa s’addensavano in cumuli violetti che scaricavano fulmini dorati; dopo i temporali lunghi arcobaleni annunciavano le tinte che ancora non s’erano viste, in tutte le possibili combinazioni. E già la clorofilla cominciava la sua avanzata: muschi e felci verdeggiavano nelle valli percorse da torrenti. Era questo finalmente lo scenario degno della bellezza d’Ayl; ma lei non c’era! E senza di lei tutto questo sfarzo multicolore mi pareva inutile, sprecato.

– Italo Calvino - Le Cosmicomiche, Senza colori (Oscar Mondadori, Pag. 52)

E in fondo ad ognuno di quegli occhi abitavo io, ossia abitava un altro me, una delle immagini di me, e s’incontrava con l’immagine di lei, la più fedele immagine di lei, nell’ultramondo che s’apre attraversando la sfera semiliquida delle iridi, il buio delle pupille, il palazzo di specchi delle rètine, nel vero nostro elemento che si estende senza rive né confini

– Italo Calvino - Le Cosmicomiche (1965)

lastraniera:

Reminds me of Le Cosmicomiche, the first story, where the moon is very close to earth and they harvest moon butter from under it’s scales…

(Fonte: phillipelliott)


Ogni tanto incontravo qualcuno che era uno più di quanto io non lo fossi. […] Tutti costoro avevano qualcosa che li rendeva in qualche modo superiori a me, sublimi, e che rendeva me, in confronto a loro, mediocre. Eppure non mi sarei cambiato con nessuno di loro.

– Italo Calvino - Le Cosmicomiche (1965)
12
To Tumblr, Love PixelUnion