Italo Calvino Blog


passaggi:

“La luna di pomeriggio nessuno la guarda, ed è quello il momento in cui avrebbe più bisogno del nostro interessamento, dato che la sua esistenza è ancora in forse.”

parole tratte da Palomar, di Italo Calvino
illustrazione di Francesca Ballarini


Non possiamo conoscere nulla di esterno a noi scavalcando noi stessi, – egli pensa ora, – l’universo è lo specchio in cui possiamo contemplare solo ciò che abbiamo imparato a conoscere in noi

– Italo Calvino - Palomar

La conoscenza del prossimo ha questo di speciale: passa necessariamente attraverso la conoscenza di se stesso; ed è proprio questo che manca a Palomar.

– Italo Calvino - Palomar

Italo Calvino - La pantofola spaiata


In viaggio in un paese dell’Oriente, il signor Palomar ha comprato in un bazar un paio di pantofole. Tornato a casa, prova a calzarle: s’accorge che una pantofola è più larga dell’altra e gli cade dal piede. Ricorda il vecchio venditore seduto sui calcagni in una nicchia del bazar davanti a un mucchio di pantofole di tutte le dimensioni, alla rinfusa; lo vede mentre fruga nel mucchio per trovare una pantofola adatta al suo piede e glie la fa provare, poi si rimette a frugare e gli consegna la presunta compagna, che lui accetta senza provarla.
«Forse adesso, - pensa il signor Palomar, - un altro uomo sta camminando per quel paese con due pantofole spaiate.» E vede una smilza ombra percorrere il deserto zoppicando, con una calzatura che gli sguscia dal piede a ogni passo, oppure troppo stretta, che gli imprigiona il piede contorto. «Forse anche lui in questo momento pensa a me, spera d’incontrarmi per fare il cambio. Il rapporto che ci lega è più concreto e chiaro di gran parte delle relazioni che si stabiliscono tra esseri umani. Eppure non ci incontreremo mai.» Decide di continuare a portare queste pantofole spaiate per solidarietà col suo compagno di sventura ignoto, per tenere viva questa complementarietà così rara, questo specchiarsi di passi zoppicanti da un continente all’altro. Indugia nel rappresentarsi quest’immagine, ma sa che non corrisponde al vero. Una valanga di pantofole cucite in serie viene periodicamente a rifornire il mucchio del vecchio mercante di quel bazar. Nel fondo del mucchio resteranno sempre due pantofole scompagnate, ma finché il vecchio mercante non esaurirà le sue scorte (e forse non le esaurirà mai, e morto lui la bottega con tutte le merci passerà ai suoi eredi e agli eredi degli eredi), basterà cercare nel mucchio e si troverà sempre una pantofola da appaiare a un’altra pantofola. Solo con un acquirente distratto come lui può verificarsi un errore, ma possono passare secoli prima che le conseguenze di questo errore si ripercuotano su un altro frequentatore di quell’antico bazar. Ogni processo di disgregazione dell’ordine del mondo è irreversibile, ma gli effetti vengono nascosti e ritardati dal pulviscolo dei grandi numeri che contiene possibilità praticamente illimitate di nuove simmetrie, combinazioni, appaiamenti.
Ma se il suo errore non avesse fatto che cancellare un errore precedente? Se la sua distrazione fosse stata apportatrice non di disordine ma d’ordine? «Forse il mercante sapeva bene quel che faceva, - pensa il signor Palomar, - dandomi quella pantofola spaiata ha messo riparo a una disparità che da secoli si nascondeva in quel mucchio di pantofole, tramandato da generazioni in quel bazar.»
Il compagno ignoto forse zoppicava in un’altra epoca, la simmetria dei loro passi si risponde non solo da un continente all’altro, ma a distanza di secoli. Non per questo il signor Palomar si sente meno solidale con lui. Continua a ciabattare faticosamente per dar sollievo alla sua ombra.

Tratto da Palomar, Oscar Mondadori


http://www.bol.it/libri/Palomar/Italo-Calvino/ea978880437990/


«La storia di Palomar - dice Calvino - si può riassumere in due frasi: “Un uomo si mette in marcia per raggiungere, passo a passo, la saggezza. Non è ancora arrivato.”»

«La storia di Palomar - dice Calvino - si può riassumere in due frasi: “Un uomo si mette in marcia per raggiungere, passo a passo, la saggezza. Non è ancora arrivato.”»


In un’epoca e in un paese in cui tutti si fanno in quattro per proclamare opinioni o giudizi, il signor Palomar ha preso l’abitudine di mordersi la lingua tre volte prima di fare qualsiasi affermazione. Se al terzo morso di lingua è ancora convinto della cosa che stava per dire, la dice; se no sta zitto. Di fatto, passa settimane e mesi interi in silenzio.

– Italo Calvino - Palomar (Oscar Mondadori)

e c’è chi non si lascia distrarre nemmeno per un istante dall’obiettivo che sta perseguendo e ogni suggestione diversa in cui s’imbatte serve solo a delimitare, per via d’esclusione, il campo di ciò che lui testardamente vuole.

– Italo Calvino, Palomar (Oscar Mondadori)

Nessun libro può insegnare quello che solo si può apprendere nella fanciullezza

– Italo Calvino, Palomar (Oscar Mondadori)

La luna è il più mutevole dei corpi dell’universo visibile, è il più regolare nelle sue complicate abitudini: non manca mai agli appuntamenti e puoi sempre aspettarla al varco, ma se la lasci in un posto la ritrovi sempre altrove, e se ricordi la sua faccia voltata in un certo modo, ecco che ha già cambiato posa, poco o molto. Comunque, a seguirla passo passo, non t’accorgi che impercettibilmente ti sta sfuggendo. Solo le nuvole intervengono a creare l’illusione d’una corsa e d’una metamorfosi rapide, o meglio, a dare una vistosa evidenza a ciò che altrimenti sfuggirebbe allo sguardo.

Corre la nuvola, da grigia si fa lattiginosa e lucida, il cielo dietro è diventato nero, è notte, le stelle si sono accese, la luna è un grande specchio abbagliante che vola. Chi riconoscerebbe in lei quella di qualche ora fa? Ora è un lago di lucentezza che sprizza raggi tutt’intorno e trabocca nel buio un alone di freddo argento e inonda di luce bianca le strade dei nottambuli.

Italo Calvino, Palomar (Oscar mondadori - Tratto dal racconto “Palomar guarda il cielo”)


Solo dopo aver conosciuto la superficie delle cose, - conclude, - ci si può spingere a cercare quel che c’è sotto. Ma la superficie delle cose è inesauribile.

– Italo Calvino, Palomar (Oscar Mondadori)
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