- Te la ricordi, tu, tua mamma? - chiede Pin.
- Sì, è morta che io avevo quindici anni, - dice Cugino.
- Era brava?
- Sì, - fa il Cugino, - era brava.
- Anche la mia era brava, - dice Pin.
- C’è pieno di lucciole, - dice il Cugino.
- A vederle da vicino, le lucciole, - dice Pin, - sono bestie schifose anche loro, rossicce.
- Sì, - dice il Cugino, - ma viste così sono belle.
E continuano a camminare, l’omone e il bambino, nella notte, in mezzo alle lucciole, tenendosi per mano.
– Il finale di questo libro di Calvino mi ha sempre commosso e sempre continuerà a farlo.(via http://itsandrej.tumblr.com/)
« Forse non farò cose importanti, ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi, forse domani morirò, magari prima di quel tedesco, ma tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia, e tutti i pensieri che sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano. »(Italo Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno, 1947)